Nathan Harris – La dolcezza dell’acqua
Nutrimenti, 2022, Pagg. 425, Euro 19.00, Traduzione di Anna Mioni

Condividi:

Era passato un giorno intero da quando George Walker aveva parlato con sua moglie. Si era inoltrato nel bosco la mattina, per inseguire una bestia che gli sfuggiva da quando era bambino, e ora stava calando la sera. Aveva visualizzato la bestia al risveglio, e inseguirla gli trasmetteva un senso di avventura che lo appagava a tal punto da renderlo insofferente per tutto il giorno all’idea di tornare a casa. Era la prima spedizione di quel tipo che faceva in tutta la primavera e, mentre vagava tra gli aghi di pino spezzati e i funghi rigonfi della pioggia mattutina, si era imbattuto in un pezzo di terra che non aveva ancora esplorato del tutto. La bestia, ne era sicuro, era sempre a un passo dal finire nel raggio della sua visuale.
La terra ereditata da suo padre si estendeva per più di duecento acri. La sua casa era circondata da grandi noci e querce rosse che a volte coprivano il sole fino a renderlo un lieve baluginio nel cielo che passava tra i rami. Con molti di quegli alberi aveva una tale dimestichezza da usarli come punti di riferimento, dato che li studiava da molti anni, sin da quando era bambino.

Questo è l’incipit de La dolcezza dell’acqua, romanzo di esordio di Nathan Harris, premiato dalla National Book Foundation under 35 nel 2021.

George Walker è un bianco, eccentrico, idealista uomo del sud. Siamo in Georgia, la guerra civile è appena terminata e gli schiavi neri sono liberi di affrontare una nuova vita. Ed è in quelle terre ereditate dal padre che George Walker incontra per caso i fratelli Prentiss e Landry, due giovani neri nati in schiavitù e liberati dalla proclamazione di emancipazione.

I fratelli girano alla ventura sperando di trovare un lavoro per guadagnare i soldi necessari a spostarsi verso Nord alla ricerca della madre, venduta quando erano schiavi. George e sua moglie Isabelle sono distrutti dal dolore per aver ricevuto la notizia della morte del loro unico figlio durante le ultime fasi della guerra e dopo quell’incontro casuale decidono di offrire ai due fratelli alloggio, cibo e soprattutto una paga equa per aiutarli nel lavoro dei campi.

Questa azione aumenterà l’ostilità verso di loro di tutto il paese di Old Ox, dove vivono affiancati gruppi di schiavi liberati e molti dei possidenti bianchi che si sono visti stravolgere le loro vite e i loro poderi dalla sconfitta del Sud. La vicenda già complessa di per sé diventa drammatica quando si incrociano un amore proibito tra due ex soldati confederati e un omicidio.

Nathan Harris in questo romanzo corale, dà vita a un eccezionale gruppo di personaggi, tutti perfettamente caratterizzati, riuscendo a raffigurare gli Stati Uniti del Sud nel terribile momento in cui si chiude l’epoca della schiavitù e si parte alla ricostruzione di un nuovo mondo.

Riesce ottimamente nel suo intento disseminando in parti uguali bellezza e terrore in una storia avvincente e commovente nello stesso tempo dove insieme alla maestosità del paesaggio, l’amore e l’umanità sono rappresentate in circostanze difficili ed intense.

Condividi: