Makaya McCraven In These Times
XL/Beggars Group/Indigo - CD 2022

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Tra le nuove uscite più significative dell’ultima parte dello scorso anno, In These Times rivela in maniera definitiva, la grandezza di un musicista come Makaya McCraven, formidabile batterista di origini parigine, ma da tempo risiedente a Chicago. Disco a mio avviso semplicemente strepitoso che segna la definitiva crescita in termini musicali ma anche qualitativi che McCraven ha saputo compiere rivisitando la sua discografia fin dal primo album, Split Decision pubblicato nel 2012. Scoperto grazie ad una interessantissima rilettura attualizzata di alcune delle pagine più belle di Gil Scott-Heron (We’re New Again, XL Recordings, 2020), McCraven compie il salto definitivo con questo freschissimo In These Times, che ne ha consacrato definitivamente il nome anche nel nostro paese, perlomeno fra gli ascoltatori più curiosi ed attenti, anche se rimarcato il fatto che lo splendido Universal Beings, aveva suscitato grandi entusiasmi sia fra critica che ascoltatori.

Accanto a musicisti dell’area di Chicago come il sassofonista Greg Ward ed il formidabile trombettista Marquis Hill, in grado di passare tranquillamente dal Jazz classico a quello contemporaneo ma anche Hip Hop, R&B, neo-Soul per tornare al classico Blues, ecco affacciarsi gente come Jeff Parker dei Tortoise alla chitarra, Junius Paul dell’Art Ensemble of Chicago al basso e l’arpista Brandee Younger. Completa il tutto, ed è assolutamente fondamentale l’orchestra, i cui arrangiamenti sono pensati in maniera da non essere un semplice arricchimento, ma anche In funzione melodica e ritmica, sviluppando tematiche che risultano vere e proprie novità rispetto alla precedente produzione di McCraven.

In These Times è un disco che il tempo potrebbe definire come seminale per il suo genere, quello che è certo è che siamo davanti ad un disco di una freschezza straordinaria, che è innovativa ma anche in grado di delineare un percorso attraverso le giovani generazioni di musicisti potranno incamminarsi fin d’ora. Fascinazioni suadenti che pervadono la title track sono esplicative di quanto scritto. Se cercate un rimando questo è inevitabilmente ai Tortoise, e non certo perché nel disco appare Parker, ma proprio perché McCraven sembra aver assimilato i fondamentali da album come il primo disco della band di Chicago o dal loro capolavoro Millions Now Living Will Never Die.

Ma a questi possiamo aggiungere musicisti formidabili come l’americano Kamasi Washington o Nubya Garcia, giovanissima sassofonista londinese autrice di tre notevoli album che gli appassionati di certo jazz non dovrebbero farsi sfuggire. E poi l’influenza determinante di un genere come l’Hip Hop, sia per l’importanza che ha l’elemento percussivo in questo genere, un’importanza così grande che, come ha avuto modo di dichiare McCraven in una recente intervista al mensile Musica Jazz, “anche la parola diventa ritmica, come per osmosi. Ma la cosa più affascinante per me è l’uso dell’elettronica per ottenere nuovi suoni, nuove ritmiche, il mondo dei sample. I jazzisti di ultima generazione frequentano questo tipo di territori in modo del tutto naturale

L’album nei suoi poco più di quarantun minuti offre una gamma di sonorità che racchiudono tutto quanto sopra descritto, lasciando l’ascoltatore esterrefatto ed ammaliato da tanta bellezza. Cito per tutte la meravigliosa High Fives, o Dream Another, due gioielli incredibili in grado di far comprendere perfettamente perché un disco come questo non possa che essere considerato una boccata d’aria fresca in mezzo a tanta musica che sembra essersi rinchiusa entro confini che non la fanno più respirare, dandoci la speranza che da musicisti come quelli citati continuino a giungere bagliori che lasciano ben sperare.

Un piccolo capolavoro!

 

Tracce

In These Times

The Fours

High Fives

Dream Another

Lullaby

This Place That Place

The Calling

Seventh String

So Ubiji

The New Untitled

The Title

 

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