Luca Rovini & Compañeros – Lungo i bordi della vita
Luca Rovini CD (2024)

Condividi:

Anche i geometri hanno un’anima bella!

Sembrerebbe una battuta se non fosse che Luca Rovini è geometra e, nella apparente arida professione, di giorno misura e costruisce muri e stanze ma la sera disegna e colora, attraverso i testi delle sue canzoni, le parti meno visibili della sua anima, quelle in cui risiede la sua gioia di vivere la vita con grinta, tenacia e consapevolezza,    così come emerge dalle sue canzoni in maniera sempre più definita.

Lungo i bordi della vita, è bello il titolo del suo settimo disco, mi suggerisce una metafora sulla vita stessa intesa come fosse una pista da bob in cui si scende a rotta di collo, sbattendo  sportellate di qua e di là lungo i bordi che ne disegnano le asperità del percorso, per poi essere ogni volta rimessi in pista e, nonostante le ammaccature, continuare a seguirne il tracciato.

Nelle undici canzoni si percepisce distintamente come Luca abbia lavorato in tutti questi anni (e i sette dischi) ad affinare sempre più la propria scrittura  per  rendere ancora più convincente il difficile matrimonio tra la lingua italiana e il country folk rock di stampo americano; è operazione riuscita la sua, cosa che  non in molti in Italia sanno fare se non hanno approfondito i Maestri del genere come, su tutti, De Gregori, Bubola e Bennato.

Luca è un fruitore insaziabile di grande musica, specie americana, e ciò lo porta ad interiorizzarne quegli stilemi in modo da “scarteggiare” continuamente le proprie  canzoni per arrotondarne gli spigoli.

Supportato dai Compañeros, una band solida che, in questo caso, non vede la presenza di americani ma è composta da bravissimi musicisti italiani, Rovini si destreggia regalandoci testi di ottima  fattura che cercano, e spesso incontrano brandelli di poesia, quella vera che sgorga dal cuore e dal vivere quotidiano, perché i cantautori sono i poeti di strada del nostro tempo.

A mio gusto i pezzi che preferisco rispondono a titoli come l’up tempo Una casa che non c’è  il cui ritornello recita “Questa vita è una promessa/Che nessuno manterrà/ma siamo ancora i fortunati/Mentre il tempo va/Cercami a casa in una casa che non c’è”, in cui si evidenza la graffiante elettrica di Claudio Bianchini.  Interessante la waitsiana  e morriconiana  Matilda in cui Rovini suona molte parti con strumenti diversi. Bello il valzer veloce I veli di una donna, dove  si legge e svetta la lezione De Gregoriana.

E le stelle cadono sole (per Luna Reyes), è lenta, dolcissima e poetica, la mia preferita, è dedicata a Luna Reyes, volontaria della Croce Rossa, simbolo della crisi dei migranti a Ceuta, che per aver dato  un lungo abbraccio a  un ragazzo senegalese salvato dal mare, fu subissata dall’odio sui social, un pezzo che, anche in questo caso, ci offre  un bel testo “Ma sai/Che le stelle cadono sole/Senza fare rumore/Regalando un bagliore/Disegnando un cuore/E sai/Che le stelle cadono sole/Come gli anni e le ore”.

C’è spazio anche per un bel blues Qualche vince come vuole, con la band al completo che gira a mille ma è con la conclusiva Il vento della sera che Luca Rovini ci regala il pezzo più coinvolgente del lotto in cui esce con prepotenza  la sua anima rock, gran lavoro della sezione ritmica Mattia Bigongiali e Jacopo Giusti e ancora in grande evidenza la chitarra twang e lisergica di Bianchini. Si segnala in tre brani anche la preziosa presenza dell’americano d’Italia Paolo Ercoli che suona da par suo e aggiunge sapienza con pedal, dobro e mandolino. Ottime le tastiere di Marco Piaggesi, disseminate in tutto il disco.

Rovini prosegue dritto per la sua strada, facendo musica sincera, onesta, che non strizza l’occhio alle mode e al “mercato”, avanza nel proprio percorso di crescita che, disco dopo disco, lo ha portato, con questo Lungo i bordi della vita, ad essere tra gli esponenti di maggior spicco del genere country rock d’autore nel nostro paese.

Luca Rovini: Voce, Chitarra acustica, Chitarra elettrica, Slide guitar, Dobro
Mattia Bigongiali: Basso
Jacopo Giusti: Batteria, Maracas
Claudio Bianchini: Chitarra elettrica (Tracks 2, 10, 11)
Paolo Ercoli: Pedal steel, Dobro, Mandolino (Tracks 1, 4, 8)
Marco Piaggesi: Piano, Organo (Tracks 1, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10)
Stefano Corsini, Maurizio Bigongiali, Emiliano Baldacci, Luca Cappelli: Cori

  1. Mi perdo qui con te
  2. Una casa che non c’è
  3. Matilda
  4. I veli di una donna
  5. Le stelle cadono sole (per Luna Reyes)
  6. Spoglia i tuoi sensi
  7. Banditi
  8. Canta ancora un po’
  9. In alto verso il vento
  10. Nessuno vince come vuole
  11. Il vento della sera
Condividi: