James Yorkston – Il libro dei Gaeli
Jimenez Edizioni - 2023 - Pagg. 301, Euro 19.00, Traduzione di Gianluca Testani

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Per colpa della vicinanza della casa alla laguna, o, per essere più precisi, a causa della vicinanza della casa alla fognature, avevamo sempre un esercito di mosche che ci svolazzava attorno, e più spesso in casa che fuori. Mi verrebbe da dire che la costanza della pioggia doveva infastidirle parecchio, e che dentro casa potevano trovare scarti e avanzi di cibo quanti bastavano loro per tirare avanti. Le osservavamo muoversi a squadroni per casa, salire e scendere le scale, entrare e uscire dalle stanze in gruppi da venti o poco più, talvolta interagendo, talvolta ronzando, talvolta dialogando con comitive meno numerose. Ce ne stavamo seduti lì, io e il mio fratellino Paul, commentando le loro manovre di combattimento: se le mosche del piano di sopra erano sporchi crucchi, quelle del piano terra erano invece la nostra amata e valorosa brigata scozzese, posta coraggiosamente a difesa della base delle scale, via d’accesso per l’esterno della casa. Quel che, di tanto in tanto, incoraggiava il nostro piccolo meraviglioso passatempo era l’improvvisa caduta dall’alto, morta stecchita, di una mosca. Si sdraiava accanto a noi, ci regalava un ultimo shimmy, un movimento di zampe e poi ferma, immobile.

Inizia così uno splendido romanzo un po’ di formazione e un po’ picaresco. Siamo in Irlanda nel 1975, più precisamente a Creagh, West Cork, sud-ovest dell’isola.

L’io narrante è quello di Joseph, 10 anni che insieme al fratellino Paul vive in un persistente stato di abbandono, povertà e squallore in una casa vicino alla palude dove ha perso la vita, in un tragico incidente, la loro madre. Il padre Fraser, scozzese, prova ad elaborare il lutto e a esorcizzare il dolore attraverso l’alcol e scrivendo poesie. L’arrivo di una lettera da parte di un editore di Dublino che pare interessato alle poesie di Fraser stravolge la vita dei tre offrendo loro una speranza.

Con qualche richiamo a Mark Twain e a Faulkner inizia così un’odissea tragicomica, un viaggio lungo e complicato, da Creagh a Dublino. Senza soldi, senza mezzi di trasporto, i tre si mettono in cammino e si troveranno di fronte a sogni e incubi, promesse e delusioni, generosità e avarizia, amori incondizionati e abbandoni scioccanti.

Con una grande padronanza nella costruzione dell’intreccio Yorkstone ci consegna una bellissima, cupa e delicata road story con un ritmo simile a quello di una delle sue ballate, prima lento e poi frenetico, con una splendida definizione dei personaggi, dove un padre sull’orlo di una disperazione autodistruttiva trova un appiglio a cui aggrapparsi nell’amore verso i suoi figli e verso la poesia.

Poesia il cui prodotto, il suo Libro dei Gaeli scritto pensando alla moglie scomparsa, tiene custodito gelosamente in una vecchia valigia che accompagna i tre durante il loro peregrinare e che è stata riprodotta nella splendida copertina.

E dov’era Dio quando avevate bisogno di lui?
A nuotare, a spassarsela con il diavolo?
Cercando di tenersi in equilibrio sulle sue fragili gambe?

 

James Yorkston
Scozzese, nato nel 1971 a Kingsbarns, è stato definito da John Peel (giornalista e voce storica della radio britannica) il “miglior cantautore della sua generazione”. Ha iniziato la sua acclamata carriera musicale nel 2001. Nel 2023 ha pubblicato il suo undicesimo album da solista, The Great White Sea Eagle, registrato con Nina Persson dei Cardigans. Il suo esordio editoriale risale al 2011, con il memoir Ist’ Lovely to Be Here: The Touring Diaries of a Scottish Gent, a cui sono seguiti i romanzi Three Craws (2016) e Il libro dei Gaeli (The Book of the Gaels, 2022)

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