Andrea Giannoni – At Home Again
2022 - Autoprodotto / A-Z Blues

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Di nuovo a casa, dice il titolo. Come se non lo sapessimo, che tornare a casa non è altro che il passaggio obbligato per poter ripartire. Come se non sapessimo che il punto non è andare o tornare, il punto piuttosto è vivere nella costante tensione fra quelle due dimensioni, fra stare e partire. D’altra parte, non è forse il blues quella musica che vive della tensione incessante fra tonica e dominante, dell’attesa di quell’equilibrio che, una volta realizzato, si rivela una promessa di ripartenza, e poi ancora e ancora, finché ti regge il cuore? Perché il nodo della questione non è dove ti trovi, il nodo della questione è sempre la strada (concreta o metaforica) che separa il punto dove sei da quello dove potresti essere (Born in A Wrong Place, guarda un po’, è il titolo del torrido shuffle strumentale che occupa il quarto posto nella scaletta del cd).

D’altra parte non è la quiete il sentimento prevalente in questo ritorno a casa: se c’è una fiamma che crepita nelle dieci tracce del cd, questa non somiglia tanto — non sempre almeno — a quella placida di un focolare domestico. In alcuni momenti a danzare è la fiamma dell’attesa e della speranza; in altri divampa la fiamma del dolore che brucia dentro.

Il quinto album del Reverendo Andrea “Harpo” Giannoni, armonicista e cantante di Sarzana, è arrivato la scorsa estate con dieci tracce di blues indisciplinato, che a volte scorre dentro gli argini delle dodici battute e dei tre accordi, altre volte li rompe, principalmente quando abbraccia le metriche libere di Monica Faridone: e allora dilaga come lava o vola come una preghiera, vedi momenti come Black Angel o Little Boy of Mine.

Musicalmente il cd vive di episodi differenti fra loro, tesi tra blues e gospel. L’armonica del padrone di casa è l’elemento che attraversa e connette tutto quanto, sia quando fa da controcanto alla sua voce, sia quando si prende la ribalta tutta per sé. Nell’unica cover fra tutti brani originali, I’m So Lonesome I Could Cry, quell’armonica ti restituisce il lamento sommesso del treno di mezzanotte, ma anche quello di un’anima che canta la solitudine come sapeva fare Hank Williams.

Il blues di Andrea Giannoni è musica con poche regole, fangosa e fortemente emozionale. È musica in grado di raccontare la quotidiana lotta coi fantasmi di dentro e di fuori, di cantare la resistenza dell’anima quando l’ombra la sovrasta come fa quel cielo di piombo con la piccola chiesa dell’immagine in copertina. E l’attesa di vedere uno squarcio di sole in quel grigio è una dichiarazione quasi religiosa di speranza: “I’ll Fly away, I’ll fly away”, mormora Giannoni in Waiting For A Sunny Day, che è un intenso blues in tonalità minore piazzato proprio lì al centro dell’album. Ascoltare At Home Again è camminare in bilico fra tormento e consolazione, fra furore e tenerezza, fra carne e spiritualità, fra profano e sacro.

L’album è stato registrato da Marco Oligeri in Liguria, nella Sarzana dove il Reverendo vive. Antonio Boschi di A-Z Blues l’ha supportato e “vestito”. Con Andrea l’ha prodotto il fratello Giorgio, un po’ braccio destro, un po’ angelo custode. Monica Faridone ha firmato col titolare quattro brani e una reprise. Lo hanno affiancato Davide “Youngblood” Serini che ha suonato le chitarre, Andrea “Lips” Paganetto alla tromba, Andrea Papaiannu al basso, Mattia Lorenzo Pergolato alla batteria. E poi Sara Grimaldi e Bobby Soul che si sono ritagliati alcuni pregevoli momenti alla voce solista, Henry Carpaneto, preziosissimo al piano e all’Hammond, Alessio Caorsi alla chitarra acustica in I’m So Lonesome I Could Cry. Tutti insieme fanno la squadra di scacciafantasmi a cui vi consiglierei di rivolgervi, casomai ne aveste bisogno per le battaglie ordinarie e quelle eccezionali con i vostri spettri sotto qualche cielo scuro. Magari non vi capita, ma non si può mai dire. Per sicurezza fateveli amici.

Track List

  • Rest of A Slave
  • Black Angel
  • Take It Easy
  • Born In A Wrong Place
  • Waiting For A Sunny Day
  • Call Me
  • I’m So Lonesome I Could Cry
  • Little Boy Of Mine
  • This Girl Like The Blues
  • Black Angel (Con tutti i miei fantasmi che mi cercano)
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