Ali Farka Touré – Voyageur
World Circuit - 2023

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Lo senti John Lee? Lo senti questo ritmo, questo stompin’ blues? Tà-dan, tà-dan…questa è la cadenza degli zoccoli delle vacche che vanno nella savana (…) Capisci John Lee? Questa è la terra del blues! E’ nato qui. Viene dall’Africa e in particolare dal Mali. Parli di cose che vengono dall’alcol, ma non è questo. E’ la terra, la natura, gli animali. La musica viene dalla storia”. Con queste parole Ali Farka Touré si era rivolto a John Lee Hooker riguardo le origini del blues.

Quando l’occidente ha scoperto la musica del Mali, attraverso le canzoni ha conosciuto, oltre le condizioni vitali di cui sopra, anche altri aspetti della cultura del paese subsahariano, le annose vicende dal colonianismo francese all’indipendenza, e uno stagnante conflitto fra forze interne ed esterne dove a subire le drammatiche conseguenze sono le varie etnie.

Per i musicisti americani ed europei la musica del Mali è un po’ come un pifferaio magico, quando l’hanno sentita per la prima volta sono rimasti talmente ammaliati che hanno iniziato una processione verso quella zona dell’Africa per conoscere, suonare e registrare con artisti, dalla zona del deserto a nord, a Timbuktu alla capitale Bamako.

Ali Farka Touré è l’artista più carismatico, di lui si può anche dire che, è il blues tornato in Africa per incontrare le sue radici, e a dimostrarlo c’è l’importante, per qualità e quantità, sua discografia. Prendiamo di esempio, “The River”, “Talking Timbuktu” con Ry Cooder e premiato con un Grammy, “Red & Green”, “Niafunké”, i due lavori cointestati con Toumani Diabaté. Aggiungiamo sia l’imperdibile documentario di Martin ScorseseDal Mali al Mississippi“, un viaggio a ritroso dal sud degli Stati Uniti alla regione subsahariana guidati da Corey Harris, che il cd di quest’ultimo “Mississippi To Mali”.

Queste righe sono solo una ridottissima parte di una fondamentale realtà musicale/culturale, realtà alla quale da un valore questo postumo di Ali Farka Touré, più atteso che inaspettato, perché per un grande artista come lui non c’è bisogno di ricorrenze per riascoltarlo con altro materiale, come è accaduto per questo disco, sempre licenziato dalla World Circuit di Nick Gold e assemblato con registrazioni del 1991, 1995, 2004, dove a fronte dei differenti periodi, non manca mai quel collante carismatico di suoni e visioni.

Afel Bocum, uno degli allievi e presente in alcune tracce, nelle note sul libretto ha scritto, “Ali era come un baobab, un albero che è longevo e tenace”.  Purtroppo longevo non lo è stato nella vita, è scomparso a 67 anni nel 2006, ma lo sarà come uno dei pricipali riferimenti, forse il primo, della musica del Mali e non solo, così come era tenace anche nel lottare per difendere qualsiasi realtà della sua terra, temi centrali nei suoi testi, cantati in cinque lingue delle diverse etnie, ad iniziare da Safari, dove Ali canta che “ha una medicina per curare i vecchi il cui comportamento è contrario ai nostri costumi e alla nostra morale”, accompagnato da un ampio combo e più voci.

Due chitarre acustiche, due voci e calabash, ed ecco una bellissima forma di blues, Malahani, la canzone descrive dove può portare una danza provocatoria. Ancora un passo acustico ma con un ampio combo con due ngoni, due calabash, chitarra acustica e voci per Sambadio, qui Ali Farka Touré celebra il coraggio dei contadini che coltivano la terra contro ogni previsione. Sambadio era un leggendario contadino. Un’amalgma di strumenti tradizionali con chitarre elettriche ( una è suonata dal figlio Vieux) e basso, è l’ipnotico passo Bandolobourou dove al canto c’è anche un’altra icona della cultura musicale maliana, Oumou Sangaré che ritroviamo ad illuminare un altro trascendentale blues, Cherie, un canto rivolto agli innamorati a non ascoltare chi si intromette nella loro vita.

Un altro musicista occidentale di alta levatura è il sassofonista Pee Wee Ellis che completa e arrangia la parte fiatistica, senza mai essere predominante, in Sadjona, qui Oumou Sangarè è la voce solista, e per la versione elettrica di Sambadio. Chiude questa eccellente stratificata opera, Kombo Galia dove Ali Fraka Tourè fa un tributo ai pescatori Bozo.

Tracce

Safari
Malahani
Sambadio (Acoustic)
Bandoloborou (feat. Oumou Sangaré)
Cherie (feat. Oumou Sangaré)
Kenouna
Sadjona (feat. Oumou Sangaré)
Sambadio (Electric)
Kombo Galia

 

 

 

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