I libri di Federico #28 – Mick Herron – Slow Horses. Un covo di bastardi
Feltrinelli - 2023 - Pagg. 334 - Traduzione di Alfredo Colitto

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Ho scoperto questo autore e questo libro grazie al consiglio del mio libraio di fiducia e al saggio di Paolo Bertinetti Agenti segreti – I maestri della spy story inglese, edito da Sellerio. Bertinetti parla di Herron come unico nome nuovo di indiscutibile interesse affacciatosi nel mondo della spy story inglese negli ultimi anni. Ed ha assolutamente ragione.

Il covo di bastardi, scritto nel 2010, è la Casa nella palude dove finiscono le spie cadute in disgrazia; un vero e proprio pantano dove chi ha fallito viene esiliato ad attendere la fine di una carriera oramai deragliata. Gli Slow Horses sono i Brocchi, i cavalli lenti e azzoppati, sono un gruppo di agenti segreti disadattati che nel corso del proprio lavoro hanno ceduto a droghe, alcol, sesso, o alla politica, e che per qualche ragione hanno tradito la loro missione.

Confinati tra le pareti ammuffite di un edificio fatiscente questi scarti dei servizi segreti sono condannati a un lavoro marginale da innocui passacarte agli ordini di Jackson Lamb. In ogni caso ciascuno di loro resta un agente altamente qualificato con una cosa che tutti loro hanno in comune, la voglia di tornare in azione. Così, quando un ragazzo viene rapito e tenuto in ostaggio in attesa di essere decapitato in diretta web, non ci sono superiori né direttive che tengano. I Brocchi non se ne staranno seduti a guardare.

Jackson Lamb è un agente dal passato glorioso che ora appare come un uomo piuttosto anziano, trasandato, malconcio, sboccato e placidamente furioso. Le sue battute sono sempre aggressive, sprezzanti, irridenti e molto spesso sarcastiche; quelle invece che si scambiano i suoi sottoposti sono spesso acide, taglienti e non meno irridenti.

Se l’idea di creare questo gruppo di agenti derelitti è da considerarsi originale nel mondo della spy story inglese, altrettanto originale è l’ingresso del mondo cyber nella narrativa di intelligence in un contesto molto realistico (a differenza dei mondi irrealistici in cui questo compariva nelle avventure di James Bond).

La narrazione è portata avanti con molta maestria organizzando il racconto secondo tre o quattro filoni diversi della vicenda passando dall’uno all’altro in modo da lasciare il lettore in sospeso e creando sapientemente l’effetto suspense. Herron non dimentica di dare particolare rilievo anche al ritratto sociale e politico della Gran Bretagna con un focus particolare su diffusi atteggiamenti e comportamenti razzisti presenti nella società britannica e del modo attraverso il quale tali posizioni estremiste vengono gestite dai politici per raccogliere consensi intorno ai loro programmi.

Questo è il primo capitolo di una saga che ha anche dato vita a tre serie televisive di grande successo. Da leggere assolutamente

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