Fantasy Rock #8 – Nessuno tocchi chi Jah ha benedetto

Condividi:

L’aereo che sta riportando Bob Marley in Giamaica per trascorrere in patria gli ultimi giorni della sua breve esistenza è costretto ad atterrare a Miami per immediate cure mediche. “Tuff Gong“ il soprannome con cui lo conoscevano nel ghetto di Kingston morirà la mattina dell’11 maggio del 1981 al Cedar of Lebanon Hospital, ad ucciderlo è un raro e aggressivo cancro della pelle. Aveva solo 36 anni ma con le sue canzoni e le lotte per la libertà era per molti nel mondo un simbolo di riscatto sociale e uguaglianza universale. Invitato più volte ad ammorbidire i testi dei suoi brani ha continuato a tirare dritto per il bene della sua gente: “Everything’s Gonna Be Alright!

Per il suo impegno aveva rischiato la vita una prima volta il 3 dicembre del 1976 quando, alle venti e trenta, sette uomini armati fanno irruzione nella sua abitazione al n° 56 di Hope Rode e scoppia una violenta sparatoria che ferisce lievemente Bob Marley a un braccio e al petto mentre la moglie Rita e il manager rimangono feriti in modo serio.

Bob Marley, deciso sostenitore di una politica economica più equa e meno predatoria nei confronti del terzo mondo e che agli occhi dell’Amministrazione Americana è un istigatore con la possibilità di trasformare la Giamaica in una nuova Cuba, doveva essere tenuto assolutamente sotto controllo e, se necessario, attivare nei suoi confronti un più drastico piano B.

Il compito viene affidato all’agente della CIA Bill Oxley che con la complicità di qualcuno dell’entourage di Bob Marley riesce ad avvicinarsi così tanto alla sua vittima da poter infilare in una sua scarpa un ago carico di batteri cancerogeni. In una forma leggermente diversa, sarà anche Carl Colby, figlio del defunto direttore della CIA Willam Colby, a parlare della bizzarra modalità con cui si infettò attraverso un dito del piede l’intero corpo di Bob Marley fino a portarlo alla morte. In questo caso sarebbe stato utilizzato un paio di stivali contenenti un filo di rame che avrebbe rilasciato il veleno cancerogeno.

In realtà dietro le leggende metropolitane c’è una vicenda più naturale. La fine di Bob Marley è iniziata quando per un banale incidente giocando a calcio si ferisce un dito del piede e la ferita non si cicatrizza. Consulta il medico che gli consiglia di amputare l’alluce ma per la sua fede il taglio della propria carne non è ammesso e da questo mancato intervento sarebbe partita la diffusione del cancro.

Un mese dopo la morte, il profeta del reggae che aveva diffuso nel mondo la sua musica partendo da una piccola isola, fu insignito del prestigioso Jamaica Order of Merit.

Condividi: