Beograd – passato remoto
Episodio 21

Condividi:

Dove la natura poteva far sorgere una “grande isola della guerra”, ovviamente nei Balcani, ovviamente a Belgrado, ovviamente in quel tratto dove le acque della Sava e del Danubio si mescolano, ovviamente sotto la collina di Kalemegdan e la sua fortezza. Punto strategico per assediare o difendere la città, da parte dell’esercito ottomano nel 1521, dalle forze austro-ungariche nel 1915, e tante altre volte difficili da ricordare. Oggi, come un cimelio storico, la “grande isola della guerra”, è lì nell’attesa del prossimo conflitto. O più semplicemente di come le autorità decideranno di utilizzarla. Altro non è dato di sapere.

Ma ammirarla dall’alto, dalla Fortezza di Kalemegdan, è come vedere una boa gigante che regola il flusso delle acque dividendole salomonicamente nei due bracci d’acqua che la circondano.

La Fortezza e il suo parco invece, ha tante storie da raccontare. Quelle classiche, guerre, conflitti, assedi, battaglie eroiche ed eroiche ritirate, le si può leggere sui testi storici. Noi propendiamo per la quotidianità, per i sei campi da basket aperti a tutti che sono sorti nel perimetro della Fortezza, a riprova di quanti conti la pallacanestro in Serbia con la sua nazionale sempre nei primi posti nei tornei internazionali; per la tradizione degli sposi di invitare parenti e amici a brindare con loro nel gazebo con vista sul fiume; per le decine di scacchiere che sono disseminate nei vialetti del parco. Consuetudine vuole che se la partita non finisce la si trascriva su un foglio per continuarla il giorno dopo, oppure quando si può. Neppure l’invasione dei cellulari con la possibilità di foto immediate e ovunque ha mutato l’usanza di trascrivere la disposizione dei pezzi su un foglio. Addirittura, alcuni hanno stampato la scacchiera sulla carta in modo di segnare i pezzi come rimangono al momento dell’interruzione della partita.

Ovviamente nelle discussioni fra appassionati tiene banco la sfida fra Nikolić e Arsović. Sfida svoltasi a Belgrado nel lontano 1989. I due scacchisti si affrontarono per 20 ore consecutive, ma la partita fini patta. Nella storia rimase come lo scontro a scacchi più lungo mai giocato. Tutto all’ombra del potere ottomano che imperava nella Fortezza parecchi secoli prima di quello scontro incruento fra Re, Regine, Alfieri, Torri Cavalli e Pedoni. Tutto fra tigli e platani secolari.

Ma prima di lasciare la zona, fate un salto a vedere le 210 specie di animali che ospita lo Zoo, situato proprio vicino alla Fortezza. In onore della città (Beograd la città bianca) ci sono rari esemplari di leoni bianchi, tigri bianche, bufali bianchi. E la storia di quei sette ettari, sempre contesi fra estimatori dello zoo e denigratori, fra conservazione e speculazione, meriterebbe un libro fin dal lontano 1717, quando Charles Alexander of Württemberg, governatore della Serbia ebbe l’idea del “giardino degli animali”.

Prima di lasciare definitivamente la “città murata” un ricordo personale: un ragazzo e una ragazza a cavalcioni sul muretto da cui puoi vedere tutto il Danubio e il cartellone che ricorda come Belgrado, nel 1999, sia stata bombardata, prima e unica città europea, dalla Nato. Settantotto giorni che sconvolsero il paese: più di cinquecento morti, trecento fra scuole e ospedali distrutti. Oltre trenta miliardi di danni. Sessanta ponti abbattuti, fra cui il più importante quello di Novi Sad in Vojvodina, la regione che si era sempre opposta al satrapo Milosevic e, in ringraziamento dall’Occidente, fu la prima a essere colpita dalle bombe “intelligenti” dell’Alleanza Atlantica.

Condividi: